27/03/17 - Insieme si vince, Insieme si perde

L'impresa di Torino è ancora fresca nella mia memoria quando, in accordo con il fedele compagno di viaggi Tommaso, decido di prenotare il volo a/r per Amsterdam nel secondo fine settimana di marzo.
L’ultimo grande appuntamento della lunga stagione di Arianna si svolgerà poco lontano da lì: l’arena "Rotterdam AHOY" infatti è stata desginata per ospitare i Mondiali di Short Track per l’anno 2017.
Arianna ci arriva dopo aver proseguito nel tour de force di gare che ha contraddistinto questa stagione: altre due tappe di Coppa del Mondo (Dresda e Minsk) e i Campionati Militari di Soci, vinti per la seconda volta dopo il precedente di Annecy 2013.
Ad accompagnarla in questo importante appuntamento una delegazione del Fan Club: i genitori Renato e Maria Luisa, gli inossidabili Giuseppe e zio Michele, gli amici Gisella e Fernando.

Io e Tommaso arriviamo a Rotterdam nella tarda mattinata di sabato: il giorno prima Arianna ha superato brillantemente le batterie di qualificazione di tutte le distanze (500/1000/1500) ed una difficile semifinale dei 1500 la attende proprio nel primo pomeriggio di sabato.
In Olanda lo Short Track è sport nazionale, paragonabile a ciò che il calcio rappresenta per l’Italia: pannelli giganti sparsi per la città riportanti gli occhi di sfida degli idoli locali Knegt e Schulzing, fiumane di gente che si reca allo stadio, prezzi dei biglietti poco popolari.
Arriviamo ad AHOY che le semifinali dei 1500 sono già finite: mentre aspettiamo Maria Luisa, ricevo la notizia che Arianna si è qualificata alla finale appannaggio delle due olandesi ed esultiamo così di fronte alle addette agli ingressi che ci avevamo appena domandato “May I help you?”.
Cominciamo bene.
Entriamo all’arena e…che dire? Luci e musica accompagnano una coreografia di pubblico spettacolare: cose che in Italia (purtroppo) non vedremo mai.
La finale dei 1500 vede Arianna lottare con una medaglia fino all’ultimo giro, quando un contatto con la campione uscente Choi la penalizza e la costringe ad accontentarsi del quarto posto finale.
Il contatto nello Short Track possiede un ruolo attivo e decisivo: da questo punto di vista il Mondiale olandese regalerà grandi delusioni per i colori azzurri.
Infatti, nella stessa giornata, prima un contatto tra Arianna e l’ungherese Jaszapati nei quarti dei 500, poi un altro tra Cecilia Maffei ed una cinese nella semifinale della staffetta, decretano la fine delle speranze di conquistare una medaglia sulle due distanze.
La delusione è tanta: la vedo negli occhi di Arianna che sale a trovarci sugli spalti mentre guarda le sue avversarie disputare le finali. Ed è in queste occasioni che il nostro essere gruppo, il nostro essere Fan Club esce fuori in tutta la sua spontaneità: pizza, birra e grandi risate in un ristorante italiano di Rotterdam per dimenticare la giornata storta.
Arianna aveva bisogno proprio di questo.

Il giorno dopo, alle ore 14, è di nuovo AHOY.
L’atmosfera è elettrica ed Arianna entra con il giusto spirito nei quarti dei 1000, conquistando agevolmente l’accesso alle semifinali.
Esistono però quei momenti in cui testa e gambe non agiscono in maniera coordinata come qualunque sportivo vorrebbe: il weekend di Rotterdam per Arianna rappresenta, purtroppo, uno di quei momenti.
L’eliminazione nella semifinale dei 1000 ed il 9° posto finale (per la cronaca vittoria meritata dell’inglese Christie) lasciano un po’ di amaro in bocca ma, al tempo stesso, speranza per la stagione ventura, dove le Olimpiadi di Pyeongchang rappresenteranno l’Appuntamento che Arianna sta aspettando da tempo.

Il ritorno in Italia coincide con il weekend dei Campionati Italiani di Courmayeur.
Per l’occasione, il Fan Club si divide in due con Luisa e Renato in trasferta, mentre il resto dello staff è presente alla fiera di San Giuseppe per la campagna tesseramenti 2017: quest’anno il gadget  scelto è lo zainetto, tutto rigorosamente verde.
Arianna vince tutte le distanze e si laurea campionessa italiana per la sesta volta in carriera, lo staff conclude invece la giornata tesserando quasi 100 persone.
La sera stessa, di nuovo tutti insieme per festeggiare.

Perché non esistono sconfitte che tengano di fronte a un grande gruppo…