15/01/18 - Le SETTE meraviglie di Arianna

"5 minuti sono lì" – scrive Mike sul gruppo di Whatsapp.
Guardo l'orologio: 23.45.
Un orario insolito per uscire, anche se è venerdì sera e la terza settimana lavorativa dell’anno è stata messa definitivamente da parte.
A bordo di una Nissan X-Trail noleggiata qualche ora prima, cinque impavidi tifosi sono pronti ad affrontare un lungo viaggio, che li porterà a Dresda in poco più di 10 ore.
900 chilometri tutti di un fiato, attraversando Svizzera, Austria e Germania, per arrivare puntuali ad un appuntamento, l’ennesimo, con la storia.
Il record alla voce “Campionati europei vinti” potrebbe infatti non essere più una esclusiva della campionessa bulgara Evgenija Radanova, capace di vincere, tra il 2000 e il 2007, ben sette titoli continentali.
Arianna, dopo il sesto titolo conquistato a Torino l’anno prima, la insegue ad una sola lunghezza di distanza.
Inoltre l’appuntamento continentale rappresenta un importante banco di prova in vista del momento clou del quadriennio: i Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang sono lì, dietro l’angolo, a quattro settimane esatte.
Qualche sosta, la giusta attenzione ai limiti di velocità, lo smartphone della Ely che permette di passare da Bob Marley a Ed Sheeran: alle 10 di mattina siamo all’IBIS Hotel di Dresda, dove soggiornano da giovedì i genitori di Arianna e una decina di altri amici-tifosi, provenienti da Berbenno e dalla Valmalenco.
Il tempo di un veloce riposo e si riparte, questa volta per il vicino palazzetto del ghiaccio che più volte in passato ha ospitato tappe di coppa del mondo e campionati europei.

Il colpo d’occhio che ci riserva l’Energie Verbund è meno sorprendente di quanto avevo avuto modo di vedere nelle precedenti trasferte olandesi, ma comunque di tutto rispetto.
Ci sediamo nel secondo anello laterale, indossando le berrette verdi di Torino e la nuova maglietta disegnata da Beatrice per le Olimpiadi: Arianna che pattina con il tricolore in mano sopra la scritta “WE4RY” davanti, il logo del Fan Club ben visibile dietro.
Si inizia con i 1500. Arianna si qualifica agevolmente per la finale, dove dovrà vedersela con le olandesi Schulzing e De Vries, la russa Efremenkova, l’ungherese Bacskai e la compagna di squadra Martina Valcepina.
Ai – 2 Arianna prova il sorpasso sulla russa, mentre dall’esterno arriva la Schulzing: contatto e tutte tre giù per terra!
Ne approfitta subito Martina che con un bello spunto vince gara e titolo europeo dei 1500.
Arianna, visibilmente delusa per l’accaduto, chiude quarta, complice anche la squalifica della Schulzing.
La possibilità di riscatto si presenta subito con i 500, la distanza “storica” di Arianna. Quarti e semifinali in scioltezza, la finale è a 4 contro l’olandese Van Kherkhof, la russa Prosvirnova e la leader della classifica generale Valcepina. Arianna, al via dalla terza posizione, prova a fare la prima curva davanti a tutte, ma rimane dietro proprio alla compagna azzurra che, galvanizzata dal caschetto rosso che indossa da meno di un’ora, centra una storica doppietta conquistando la medaglia d’oro anche su questa distanza. Arianna, d’argento, coltiva il rammarico per aver “perso il filo” al penultimo giro e ora insegue Martina in classifica generale a ben 39 punti di distanza.
Sugli spalti la felicità per l’ennesima medaglia europea conquistata contrasta con la sensazione che la fortuna non abbia assistito Ary in queste prime due gare, sensazione confermata dalla caduta in staffetta che pregiudica l’accesso delle ragazze alla finale A del giorno seguente.

Rientriamo in hotel con l’impressione che si può chiedere ancora molto alla seconda giornata di gare: Ary non sarà con noi a cena e questo è un chiaro segnale di quanto voglia rimanere concentrata.
Cena tutti insieme alla trattoria “La Piazzetta”, birretta in Neustadt e tutti a letto presto: la stanchezza del viaggio si fa sentire, eccome!
Approfittiamo della mattinata libera per visitare Dresda dato che tutte le attrazioni sono concentrate nel quartiere Altstadt: la Zwinger, splendida fortezza medievale, la passeggiata sul Terrassenufer con vista sul fiume Elba, la cattedrale Frauenkirche.

Il tempo però è tiranno e alle 13 siamo di nuovo all’ Energie Verbund per i quarti dei 1000, la distanza meno congeniale alle caratteristiche di Arianna. Nonostante ciò, raggiunge la qualificazione alla finale, dove non troverà Martina, vittima di una caduta in semifinale.
L’opportunità di rimontare in classifica generale è ghiotta e Ary affronta una gara tutta in attacco: nessuna possibilità di sorpasso per Schulzing, è medaglia d’oro sui 1000 ! Lo spicchio di stadio a noi riservato si lascia andare ad una grande esultanza, Ary ci guarda e mostra il pugno in segno di vittoria, papà Renato mi guarda e mi chiede “a quanti punti è adesso?
I punti di ritardo da Martina ora sono solo 6: basta arrivarle davanti nell’ultima e decisiva gara, la 3000 SuperFinal, per completare la rimonta.
I minuti che precedono la 3000 sono carichi di tensione: è una distanza anomala, che gli atleti sono soliti coprire con i compagni di staffetta.
Non esistono specialisti, la testa qui conta forse più delle gambe.

I 27 lunghissimi giri subiscono una prima scossa ai -10, quando l’olandese De Vries prova a doppiare tutte le rivali: tentativo fallito. Arianna si mantiene nelle posizioni di testa con Prosvirnova e Schulzing che sono in lotta per il terzo posto nella classifica generale, mentre Martina rimane per tutta la gara nelle retrovie.
Ci spingiamo vicino alle balaustre per caricare gli ultimi giri, urlando “vai Aryyyy” fino al suono finale della campanella.
E’ secondo posto dietro Prosvirnova.
Soprattutto, è settimo oro europeo!
Ary si lascia finalmente andare, ci guarda e sorride mentre noi cantiamo “siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Europa siamo noi!”. Renato ci guarda e ci dice “Sette”, con un’espressione sbalordita, indicandoci il numero con le sue grandi mani.

Arriva il momento delle premiazioni.
Con Michele, Tommaso, Elisa ed Arianna (un’omonima) “invadiamo” il settore dei tedeschi.
OOOOOOOOOOOOOOOO……”
Representing Italy. 5 times Olympic champion. Ladies and Gentlemen, Arianna Fontana!
Viene innalzato il tricolore italiano, mentre ritoccano le note dell’inno di Mameli.
Noi cantiamo e guardiamo Ary portando la mano destra sul cuore, lei fa lo stesso e ci sorride.
Concludiamo quasi urlando “siam pronti alla morte l’Italia chiamò!

Ecco, forse non eravamo pronti a morire, ma lo eravamo per un viaggio simile.
Un viaggio in Europa, con chi in Europa ha scritto il proprio nome per ben sette volte nella storia del proprio sport.
Sette firme che sono sette meraviglie.
Le sette meraviglie di Arianna.